domenica 31 agosto 2014

Broderie suisse sulle Dolomiti, una cura contro lo stress!



Tutto ha un inizio, non vi è alcun dubbio. E questo post costituisce la prima tappa concreta della mia nuova avventura con il simpatico e variegato gruppo Condividiamo Creativamente.
Di cosa si tratta..., vi chiederete? Di un gruppo di amiche che si è formato su Facebook grazie alla comune passione per hobby creativi insieme alla voglia di condividere le proprie realizzazioni ele proprie idee, non mancando di scambiarsi consigli e di racconrasi le proprie giornate. Ecco... qui sono approdata grazie a Sara, una amabile neosposina dalle mani d'oro che da qualche tempo conoscevo proprio grazie allo scambio su facebook. TNX Sara!
Chiaramente potrei parlarvi in questa occasione di questo incontro e di chi sono le compagne di viaggio, ma sono certa che lo scoprirete voi una volta che le scoverete nelle maglie della rete, con le loro mille idee e le loro peculiarità...!
Visto che di inizio si parla..ho pensato però, per questa prima puntata della mia partecipazione al gruppo, poichè in ambito creativo vorrei restare, di parlarvi della tecnica che ho sperimentato quest'estate sulle Dolomiti per la prima volta....ovvero del ricamo svizzero o broderie suisse che dir si voglia.




Premetto che, essendo ancora in ferie, non ho grande possibilità di inserire infinite foto e grandi materiali, ma prometto che un post successivo a Milano vedrò di recuperare al meglio, sperando di tenere alto l'onore del gruppo e di dare indicazioni utili a chi per la prima volta come me volesse sperimentare questa bellissima tecnica.


Confesso che fino a qualche anno addietro mai avevo sentito nominare questo ricamo (che poi ho scoperto essere di origini molto antiche), ma quando ho visto le prime volte alcuni lavori ne sono rimasta molto affascinata, poichè sono molto semplici di fattura ma estremamente eleganti.
Si tratta, per dirla in maniera estremamente semplice, di un ricamo di tipo geometrico (croci, stelle, cerchi e linee per farla molto breve) lavorato tono su tono o in contrasto (mono o multicolore a seconda della resa che si vuole ottenere) con cotone perlè 8 (8 è il riferimento dello spessore del filo) su tessuti a quadretti di dimensione minima direi 5x5 mm di tipo tinto in filo (tipicamente tessuti usati per lavori dedicati alla cucina).


Pensando che fosse anche piuttosto impegnativo non mi ci sono mai messa, ma a luglio, prima di partire, ho pensato che, andando via senza la mia amata Janome, potesse essere una valida nuova alternativa al tradizionale crochet per le serate in montagna e per - ahime' - i pomeriggi di pioggia che ci potevano aspettare.
Avevo a casa
- due pezze  di tessuto a quadretti adatto allo scopo,
- una marea di filati che mi ha prestato mia mamma (dalla foto potete anche vedere che sono di vecchia data, pensate che erano di mia nonna), addirittura alcuni sono di seta, splendidi, lucidissimi


- qualche foto ricavata da internet e
- un facile tutorial sempre trovato in rete (brava Genevieve che ha illustrato tutto passo passo) per i punti di base
...non restava che provare...e io mi ci sono messa, riuscendo con gran gioia anche a capire da una semplice foto come si potessero realizzare alcuni punti di cui non avevo le istruzioni.
Ecco che cosa sono riuscita a creare in qualche serata...
un cuore (mi sa di molto natalizio) che credo farò diventare la base di un cuscino per il soggiorno

 
ed un quadrato con dei fiori, che penso inserirò in un centrotavola, ma magari lascio a voi le proposte, visto che come lo vedete in foto è ancora, ovvero ...senza una precisa destinazione!


Prometto che appena portati a termine i due lavori ve li mostrerò.
Per ora sono comunque soddisfatta del risultato e vi devo dire che si tratta di un vero antistress....davanti alle montagne, in terrazzo (la prima foto è esattamente dalla sedia a sdraio sui cui lavoravo), anche in un pomeriggio piovoso come quelli che ci sono stati...era un modo per isolarmi da tutto e da tutti per una mezzoretta e pensare alle cose più strane e divertenti....
Dunque, direi che per ora è tutto, spero che vi abbia incuriosito e che vi venga voglia di imparare qualche cosa di più in merito....se così fosse avrò il piacere di fare sicuramente qualche tutorial fotografico per mostrarvi meglio i punti e alcune accortezze che penso valga la pena prendere.

Questo post come vi ho anticipato fa parte di una rubrica del gruppo


e a questo punto non mi resta che inivitarvi a scoprire di cosa avranno oggi parlato le mie amiche colorate..Se vi incuriosisce,cosa che penso....ecco come potete fare...andando a trovarle direttamente!

Lo Stile di Giò di Giovanna
Multifaces Design di Elisabetta
Infeltriscimi di Daniela
By Nadia ヅdi Nadia
Favole di legno di Angela e Marcello


 

9 commenti:

  1. Può questa tecnica non piacere a una Svizzera...?!? Geometria, rigore e precisione sono le caratteristiche che ben rispecchiano anche la personalità di questo popolo accucciato nel cuore dell'Europa. Il cuscino è sicuramente la destinazione ideale, perché questo tipo di ricamo viene proprio usato nell'arredamento delle regioni montane: tende, cuscini, canovacci, tovaglie... Mi piacerebbe farti vedere un antico cuscino che custodisco proprio nella casa in montagna. Appena ci torno lo fotografo..
    Sei stata bravissima e il risultato è perfetto!

    RispondiElimina
  2. Brava Alessandra, c'è sempre da imparare anche stando in ferie, sono sicura che appena prenderai la mano riuscirai ad esplodere nei colori come fai con tessuti. Buon inizio di tecnica nuova!

    RispondiElimina
  3. Sono contenta di averti fatto approdare al nostro gruppo di mattacchione. E della nuova tecnica che posso dire? Ribadisco quello che ti ho detto tempo fa, ci vuole troppa pazienza perchè io possa imbattermi in essa! Non vedo l'ora di vedere il cuscino terminato, che effettivamente sa tanto di Natale! A presto, Sara.

    RispondiElimina
  4. Carissima Ale con questo primo post entri a pieno titolo nel gruppo e ne sono davvero felice. Come ben dice Antonella, poteva non piacere a noi Svizzere questo post sulla broderie? Io che in un'altra vita ero sicuramente Heidi e solo in montagna mi sento a casa non posso che dirti bravissima, continua con questa tecnica che è molto impegnativa ma che offre risultati che durano le tempo. Più gli anni passano e più imparo ad apprezzare questi lavori che facevano le nostre mamme e nonne. Bellissimo che qualcuno di giovane come te li porti avanti e gli dia il giusto valore. Giò

    RispondiElimina
  5. Grazie mille a tutte ragazze e grazie della bella accoglienza...questa volta purtroppo(o per fortuna visto che ero in ferie) non sono stata al meglio nella creazione di foto e materiale a corredo, ma vi prometto per le prossime volte sarò molto più ricca.... intanto vado a sbirciare da voi!

    RispondiElimina
  6. Complimenti per questa tecnica. Amo la montagna in ogni suo modo d' essere. Il tuo ricamo è splendido
    Bacioni
    Alessandra

    RispondiElimina
  7. Direi che sei stata bravissima, sarà che io adoro il viola il secondo ricamo lo trovo bellissimo!

    RispondiElimina
  8. Ciao!! Ha ragione Sara, siamo proprio delle mattacchione, ma ci divertiamo e ci troviamo proprio bene. Non conoscevo molto questo ricamo e devo dire che adoro la precisione con cui viene eseguito. Bravissima, non vedo l'ora di vedere la loro collocazione definitiva! Un abbraccio!

    RispondiElimina
  9. Benvenuta anche a te Alessandra e complimenti..non conoscevo questa tecnica ma mi hai incuriosito e, chi lo sa, magari un giorno o l'altro mi cimenterò seguendo i tuoi tutorial. Sono bellissime e dolci..facci vedere presto il risultato finale! ;)

    RispondiElimina